LA STORIA DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO

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... L'attacco più insidioso viene dopo il 1139 da Ruggero II, re dei Normanni, che - vistosi rifiutare dai monaci la nomina di un abate di sua fiducia, priva l'Abbazia di tutti i suoi tesori e della sua autorità, facendole pagare molto caro il prezzo della sua autonomia e fedeltà alla Chiesa di Roma. Negli anni successivi al 1150, vari eventi, naturali e non, contribuiscono alla sua decadenza. E così la sua storia si interrompe.
Essa ricomincia qualche secolo più tardi con fatti e date che ne segnano la rinascita:
1832: Viene scoperta casualmente la Cripta di Epifanio;
1942: Il duca Catemario dona a Montecassino i possedimenti dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno;
1965: Dopo la seconda guerra mondiale viene riconsacrata la Basilica dell'Abbazia, ricostruita su progetto di don Angelo Pan-toni, monaco di Montecassino;
1980: Iniziano gli scavi ad opera del prof. Richard Hodges della British School di Roma;
1990: Il 14 maggio si insediano, nella sede attuale, le Monache benedettine, provenienti dall'Abbazia Regina Laudis del Connecticut (USA) e ridanno vita all'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, che rimane una enclave del Monastero di Montecassino;
1993: L'abate Bernardo D'Onorio, con il contributo della Regione Molise, avvia la costituzione del Parco archeologico e la realizzazione del progetto di lavoro per la valorizzazione della Città Monastica di San Vincenzo al Volturno;
1997: Gli scavi, le ricerche, gli studi, il restauro, proseguono con la Missione Archeologica dell’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli, sotto il controllo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise e la stessa Regione Molise.

 

I Paesi della "Terra  di  San Vincenzo"
Acquaviva d'Isernia Cerasuolo di Filignano Castel San Vincenzo Cerro al Volturno
Colli a Volturno Filignano Forli del Sannio Fornelli
Montaquila Montenero Valcocchiara Pizzone Rionero Sannitico
Rocchetta a Volturno S. Maria Oliveto San Pietro Avellana Scapoli

 

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  Vastogirardi Sant'Angelo del Pesco  

LA RINASCITA 

In quest'angolo dell'Alta Valle del Volturno, in uno scenario magnifico di bellezze naturali e nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si ritrovano molti segni del-la cultura e della civiltà benedettina. Essi riguardano: 
la storia alto-medioevale, scritta e non, che ha visto l'Abbazia protagonista (per non meno di cinquecento anni dalla sua fondazione) in situazioni diverse: nei rapporti con il papato, il ducato longobardo di Benevento, l'impero franco-carolingio, l'impero bizantino, il regno normanno, le altre Abbazie (principalmente quella di Montecassino), le altre comunità; 
I ritrovamenti archeologici con i resti delle opere murarie e pittoriche, che hanno indotto alcuni studiosi a definire il complesso monastico di San Vincenzo al Volturno “la Pompei del Medioevo”;
Le testimonianze di antiche attività: produzione e rilegatura del libro, lavorazione dei metalli, del vetro, dello smalto, della ceramica, della terracotta, delle campane;
I manoscritti (tra cui il “Chronicon Vulturnense” dell’abate Giovanni, compilato tra il 1115 e il 1136): “Il Commentario sul-l’Apocalisse” dell’Abate Autperto ed altre sue opere che contribuirono ad introdurre in Occidente il culto di Maria Mediatrice.
La presenza monastica attuale: segno di vita, di continuità, di richiamo religioso e spirituale, di attività culturale ed artigianale, che - tra l’altro - nel silenzio del lavoro e della preghiera quotidiani fa rivivere quelle antiche attività e tradizioni.
Da alcuni anni l'Abbazia è sede di interessi religiosi e culturali internazionali:
1982: I Convegno di Studi sul Medioevo meridionale “Una grande Abbazia altomedievale nel Molise - San Vincenzo al Volturno”(Venafro - San Vincenzo al Volturno);
2000: Seminario sul tema “Ruolo e prospettive del Monachesimo Benedettino nella società del terzo millennio” a cura dell’Abate di Montecassino e del Lions Club di Isernia;
2002: Visita del Presidente della Repubblica C.A. Ciampi; 
Corsi di apostolato religioso (a carattere residenziale e di du-rata non inferiore a 3 mesi) rivolto a persone che cercano di dare valore spirituale alla loro vita ed alle loro attività, a cura della Comunità Monastica (Esperienza Culturale Monastica ECM). Accoglienza per ritiro spirituale nella casa-ospiti adiacente l’Abbazia;
Corsi musicali di preparazione e/o perfezionamento e concorsi di musica classica per giovani talenti (pianoforte, chitarra), organizzati dalla Pro Loco di Rocchetta a Volturno.
Su San Vincenzo al Volturno sono stati pubblicati saggi e testi a firma di autori diversi; fra i tanti vanno ricordati:
1980: Le chiese e gli edifici di San Vincenzo al Volturno
A. Pantoni - Abbazia di Montecassino;
1985: Atti I convegno di studi sul Medioevo meridionale Una grande Abbazia altomedioevale nel Molise - San Vincenzo al Volturno a cura di don F. Avagliano - Abbazia di Montecassino;
1994: San Vincenzo al Volturno: architettura ed arte, F.Valente - Abbazia di Montecassino;
1994: La basilica di Josue, R. Hodges, J. Mitchell - Abbazia di Montecassino;
1994: Cultura e società a San Vincenzo al Volturno, AA.VV. a cura di F. Marazzi - Abbazia di Montecassino;
1995: San Vincenzo al Volturno - Dal CHRONICON alla STORIA, AA.VV. - Istituto Storico Regionale del Molise, a cura di G. De Benedictis, C. Iannone Editore, Isernia;
1997: Storia dell'arte nell'Italia Meridionale dai Longobardi agli Svevi, F. Abate - Donzelli;
2004: San Vincenzo al Volturno, AA.VV. - Istituto Storico Re-gionale del Molise a cura di N. Paone, Iannone Editore, Isernia.

Inoltre, nel territorio dell’Antica “Terra di S. Vincenzo” afferente all’Abbazia omonima, si vanno affermando iniziative e riscoprendo tradizioni che hanno un notevole significato culturale. Castel San Vincenzo è sede di: Museo archeologico, ove si trovano numerosi resti provenienti dall’area archeologica di San Vincenzo al Volturno; laboratori di restauro, studi e ricomposizione degli intonaci affrescati; associazioni culturali quali TREMISSE e ONORATO FASCITELLI per la valorizzazione storica, artistica e ambientale della zona. Castelnuovo al Volturno: organizza ogni anno, l’ultima domenica di Carnevale, la pantomima dell’UOMO CERVO. Scapoli: il Museo Nazionale della ZAMPOGNA accoglie strumenti provenienti da ogni parte del mondo e ripropone all'attenzione dei visitatori le caratteristiche di una plurisecolare attività.
IL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE gestisce due musei naturalistici: il Museo dell’Orso a Pizzone e quello della Fauna Appenninica a Castel San VincenzoSan Pietro Avellana,  rinomata stazione di soggiorno  e villeggiatura  dove è possibile degustare il famoso Tartufo Nero presente in maniera considerevole nei suoi boschi.
Montenero Valcocchiara: il famoso paese noto per l'annuale Rodeo Pentro e per il bellissimo "Pantano", altopiano a circa 1000 mt. di altezza sul livello del mare, all'interno del quale pascolano, allo stato brado e su un tappeto verde, centinaia di cavalli.  

Nell'immediato futuro l'Associazione attiverà iniziative con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale legato al sito di San Vincenzo al Volturno, nel rispetto della sacralità del luogo e dell'autorità dell'Abbate di Montecassino. Tali iniziative si svilupperanno in modi, tempi, ambiti diversi, ma tutte ispirate dallo stesso proposito:

VALORIZZARE IL PASSATO GUARDANDO AL FUTURO

Organizzare incontri, dibattiti, convegni, studi e ricerche per riscoprire le radici, il passato, la cultura dei siti benedettini disseminati nella Regione Molise e/o in altre Regioni. Sensibilizzare gli a-lunni delle scuole di ogni ordine e grado ed i cittadini della zona, affinché San Vincenzo al Volturno venga considerato non come una “curiosità” storica, ma come una importante risorsa storico-culturale. Sostenere la comunità monastica di S. Vincenzo al Volturno allo scopo di promuovere l'insegnamento delle tecniche di lavorazione artigianale, tipiche della civiltà monastica benedettina: dalla preziosa arte della rilegatura del libro, alla lavorazione dei metalli, dello smalto, della ceramica. Garantire a tutti i visitatori la possibilità di accedere all'area archeologica e di disporre di infrastrutture indispensabili ed adeguate per abili/disabili: parcheggio, servizi igienici, bar, edicola. Stimolare la consapevolezza che una corretta ed attenta valorizzazione del sito di San Vincenzo al Volturno, nell'assoluto rispetto della sua sacralità, costituisce, oltre tutto, anche motivo di sviluppo economico ed occupazionale. Incoraggiare la progettazione e l'eventuale realizzazione a S. Vincenzo al Volturno di un Centro studi benedettino e/o di cultura alto-medioevale. Coinvolgere nell'intero progetto tutte le Autorità istituzionali: l'Abate di Montecassino, la Regione Molise, la Provincia di Isernia ed infine i Comuni dell'Alta Valle del Volturno, fondati intorno all'anno mille dai monaci benedettini della stessa Abbazia: Acquaviva, Castelnuovo, Castel San Vincenzo/Castellone, Cerasuolo (Filignano), Cerro, Colli, Forli del Sannio, Fornelli, Montaquila, Pizzone, Rocchetta, S. Maria Oliveto (Pozzilli), Scapoli, Rionero Sannitico e Montenero Valcocchiara e in ultimo San Pietro Avellana da sempre legato spiritualmente sia a  S. Vincenzo al Volturno che a Montecassino. Lo stesso Abate di Montecassino infatti nei suoi titoli porta anche quella di Abate di San Pietro Avellana.

 

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